Quando fu chiamato a sostituire Adam "Pacman" Jones al PPV "Bond For Glory", Austin Watson si presentò a sorpresa con un completo a stelle e strisce, lo "stars & stripes attire" che più volte ricorre nell'iconografia americana. Tutti ricordiamo Apollo Creed, il pugile di colore protagonista, assieme al mitico Rocky Balboa, dei primi capitoli di una delle saghe più famose di tutti i tempi. Apollo, prima della sfida con il russo Ivan Drago, proposta sul grande schermo in piena guerra fredda e quindi rappresentativa di una serie di stereotipi e di similitudini riconducibili all'equazione Apollo/Rocky : bene = Drago : male, prendeva "sboronamente" parte ad un siparietto pre-match di quelli che si vedevano (e ancora si vedono) negli show di prime time della TV statunitense. Balletti, coriandoli, stars & stripes ovunque con Apollo coinvolto all'inverosimile. Lo spettacolo prima, l'agonismo, la sfida, dopo. Drago era concentrato, freddo, "russo" fino al midollo. E incazzato nero con l'America e con quello che rappresentava. Come finì quel match, ce lo ricordiamo tutti. Apollo passò in un baleno dal vestito stelle e strisce all'abito nero, quello della sua ultima, triste cerimonia.Rocky è un film strettamente legato al mondo del wrestling. Hulk "Creative Control" Hogan ha partecipato a Rocky III, interpretando proprio un campione di wrestling dal nome "Thunderlips", tradotto infimamente come "Labbra Tonanti". Nello stesso film Mr. T combatteva con il nome di Clubber Lang. Questi due personaggi si incontrarono successivamente sul ring della WWF, formando un tag team nel main event della prima edizione di Wrestlemania.
20 anni dopo, il mito di Rocky e il mondo del wrestling si intrecciano nuovamente.
Si, perchè siamo nell'era delle 3rd, se non 4th generation superstars. Lottatori quindi che in molti casi sono anche parecchio più giovani di me e che forse quei Rocky non li hanno visti "in diretta", ma ne hanno sentito parlare dai loro genitori e spinti dalla curiosità li hanno noleggiati, visti e rivisti. Rocky è un mito intramontabile, per quanto le tematiche toccate possano risultare datate e banali al giorno d'oggi. Ma un ragazzo di colore dalla folta chioma, dal nome Austin Watson, dev'essere stato letteralmente catturato da Apollo e dalla sua "fiera americanità", tanto da immedesimarsi in questo character, prendendone una parte del nome e presentandosi sul ring con un attire a stelle strisce, proprio come il suo.
Ora Consequences Creed è una realtà della X-Division e dopo le prime impacciate uscite sta dimostrando tutto il suo potenziale che, seppur ancora evidentemente acerbo, lascia intravedere enormi margini di miglioramento. Creed è over con i fans, complice anche il riproporsi dell'eterna sfida America vs Rest of the World, che lo ha visto coinvolto contro Sheikh Abdul Bashir e che non poteva non giovargli in termini di popolarità e consensi, vista la strabiliante abilità dell'ex Daivari nel vestire i panni dell'heel puro, fischiato anche dai fan più smart. A No Surrender Consequences avrà di nuovo l'opportunità di impossessarsi della sua prima cintura in TNA: il prestigioso X-Division Championship attualmente in vita a Petey Williams che, non dimentichiamolo, è canadese e giocherà quindi in casa. Una sfida USA vs Canada capace di rovesciare il giudizio del pubblico: allora potremmo assistere ad un Creed fischiato e ad un osannato Maple Leaf Muscle, come per altro già avvenuto in passato. In ogni caso, prepariamoci ad affrontare le conseguenze.
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